Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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I MISTERI DELLA GIUNGLA NERA

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Salgari, Emilio 27 occorrenze

I MISTERI DELLA GIUNGLA NERA

tigre a quella chiamata s'arrestò, alzò la testa, fissò sul canotto i suoi occhi verdastri e si slanciò verso la riva emettendo un sordo mugolìo

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, soffro ed anelo l'istante di rivederti. Ah! ... Eccola, eccola ... i suoi azzurri occhi mi guardano, le sue labbra sorridono ... Oh! come è divino quel

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supremo. - Non muoverti, padrone! - disse il maharatto, che fissava negli occhi la belva, sempre raccolta su se stessa. - La ti ... gre! la ti ... gre

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servirgli a qualche cosa. Animo, Kammamuri, coraggio ed occhi aperti. Fece una piroetta sui talloni e si diresse nuovamente verso l'ovest, non ponendo più

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, conficcandosi le unghie nella pelle. I suoi occhi erravano smarriti, il suo volto era pallidissimo, quasi cinereo, ed il petto gli si sollevava impetuosamente

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qualche cosa. - Ci impadroniremo del primo che viene e lo accopperemo. - Secondo le circostanze. Orsù, silenzio ora, ed occhi bene aperti. Trasse da

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finalmente aprì gli occhi fissandoli sul cacciatore di serpenti che stavagli curvato sopra. Tosto una profonda meraviglia si dipinse sul suo volto e subito

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gioia che balenò negli occhi. - Avete un thug prigioniero? - Sì, ed è uno dei capi. - Come si chiama? - Negapatnan. - E io veglierò su di lui? - Sì

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§Uscita dalla pagoda, Ada, ancora commossa, col volto ancor bagnato di lagrime, ma gli occhi sfavillanti di fierezza, era entrata in un piccolo

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cominciò a discendere colle mani tese innanzi a sé, per non urtare contro qualche ostacolo, e gli occhi bene aperti. Dopo dieci gradini trovò il piano di

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ammazzato il povero Hurti. Tremal-Naik li guardò con due occhi che mandavano fiamme. - Il cacciatore di serpenti non tremò mai in sua vita, né tremerà

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sono venuti. Gli ho veduti io, coi miei propri occhi e per poco non mi strozzarono come quel povero sipai. - Ci hanno strozzato un sipai? - Sì quello

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, così giovane e così intrepido, morire! Sei almeno certo che sia proprio morto? - Sì, padrone, l'ho veduto coi miei propri occhi e toccato colle mie

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l'indiano che chiamavasi Gary. - Questa notte un indiano, compagno del miserabile che osò alzare gli occhi sulla Vergine della nostra venerabile dea, è

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avranno quegli uomini, dovessi lasciare la vita nella pugna! Si mise a indietreggiare a lenti passi, cogli occhi fissi sotto la galleria e gli orecchi

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sua fronte era solcata da precoci rughe. Gli occhi erano grandi, melanconici, ma che talvolta scintillavano d'ardire. Non fiatava, ma di tanto in tanto

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infine s'aprirono gli occhi che si fissarono con smarrimento sui due indiani. - Cosa ti è accaduto - gli chiese premurosamente Kammamuri. - Siete voi

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a rischiararsi e gli astri ad impallidire sotto i primi albori. Tremal-Naik, immobile, cogli occhi bene aperti e gli orecchi tesi, aspettava sempre

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era più lo stesso uomo di prima. La tinta bronzina della sua pelle era diventata olivastra quanto quella di un malese; gli occhi apparivano assai

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riflessi verdastri, Saranguy accostò due dita alle labbra e mandò un leggiero fischio. Tosto i due punti luminosi si slanciarono innanzi. Erano gli occhi di

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rosso come una brace, ed i suoi occhi sfolgoravano di rabbia. - Mostruoso rettile! - esclamò furente. - Non toccarmi con quella frusta, ché discendo da

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. - E dove vai ora? - Non lo so. Non ho patria, né famiglia; erro a capriccio. - Vuoi venire con me? Gli occhi dell'indiano mandarono un lampo. - Se

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Macpherson. - Bravo sergente, - diss'egli. - Dov'è il capitano? - Bhârata nell'udire quella voce, si era arrestato. Guardò Tremal-Naik con due occhi che

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carabina, si mise a poppa cogli occhi fissi sulle due rive. La tigre si era accovacciata ai suoi piedi e brontolava sordamente ad ogni baleno

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! miserabili! D'un tratto emise un urlo terribile e i suoi occhi si fissarono su di una pietra, contro la quale era appoggiata la testa di Aghur. Ai

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. Tremal-Naik si rialzò cogli occhi accesi, le pugna alzate, il viso stravolto. - Ma non sai tu, miserabile, che se i thugs perdono Raimangal io perdo la

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dei thugs indiani. Uno spettacolo strano, mai più visto, si presentò tosto dinanzi ai suoi occhi. Sotto le volte splendevano ricche e bizzarre lampade

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